L’eterno presente che esplode
di Miguel Martinez
Ogni essere vivente ha una propria visione del mondo, una cosmovisione, che si forma con la stessa vita che fa.
Il gatto che entro un certo numero di settimane non ha incontrato un umano di cui fidarsi, vivrà in un mondo completamente diverso da quello che se ne sta appollaiato sul mio braccio sinistro mentre scrivo queste parole.
Forse il primo a farmi percepire l’esistenza di altri mondi fu un predicatore evangelico americano a Roma cui chiesi di cosa campasse: mi disse che ogni sera, senza chiedere niente a nessuno, si trovava in tasca il denaro che gli serviva per sopravvivere.
Oppure il mondo degli zingari kosovari, o quello dei marxisti-leninisti, o degli avvocati milanesi, o della ragazza che alleva capre in campagna, o del nubiano dai pochi denti che vende verdure al mercato di Alessandria e a mezzogiorno stende il tappeto per salutare il Dio Uno o delle giovani psicologhe di un progetto Erasmus…
Nell’area geografica in cui vivo, vedo attorno a me tante persone che si sono dipinte un mondo eterno, stabile, presente. Anche se in lento, maestoso movimento verso un futuro migliore.
Mentre naviga, ogni tanto succede qualche incidente di percorso.
La norma è il traffico che scorre immutabile sull’asfalto, l’eccezione è l’‘incidente. Il telegiornale, nella sua puntuale ripetibilità, è proprio il luogo dove si raccontano gli incidenti.
Un pensionato dà di matto e accoltella la moglie; dei licenziati si lamentano; in un paese da cercare sulla mappa, un Dittatore Pazzo si è alzato chiedendo, bombardatemi!
Un Tir in panne ha bloccato l’A1 per due ore, un vescovo ha detto che si è sentito offeso da qualcosa detto a Sanremo, e un trans si è detto offeso da qualcosa scritto su Facebook da un politico.
Càpita persino un virus, e bisogna che la gente faccia meglio la raccolta indifferenziata, ma tutto si risolve alla fine, applicando insieme Legalità e Tecnologia.
Un’unica app che identifichi ladri e bambini bulli, eroghi fondi europei su progetti inclusivi, controlli il Grimpasse e trovi il benzinaio più economico per la nostra auto.
E visto che c’è, ci suggerisca pure dove andarci, con l’auto.
Ho anch’io un mondo che condivido con altri, per cui lo chiamerò senza pretese il “nostro” mondo.
Il mondo in cui viviamo noi è eminentemente instabile.
E’ come la caldaia di un vecchio treno a vapore, che si riscalda sempre di più.
Per ora, mantiene una buona velocità: a fare comodo, fa comodo, non perdiamo tempo a discutere di questo
"Preferisci vivere nelle caverne?"
"No, e se fossi vissuto nel Settecento avrei scelto di vivere a Versailles. Prossima domanda?".
Il problema è che la caldaia inizia a fare un rumore sempre più preoccupante, se la tocchi trema tutta e sta già cominciando a incrinarsi vistosamente.
Questo riscaldamento – che poi implica l’accelerazione sempre più folle di ogni singola particella – deriva da un‘immissione pazzesca di energia.
Dal 1950 a oggi – diciamo all’incirca durante il corso della mia vita – l’umanità ha consumato più energia che negli ultimi 12.000 anni.
Ora, una caldaia che divora sempre più energia, con la lancetta sempre più verso il profondo rosso, che non puoi spengere, è l’esatto opposto di un eterno, stabile presente.
Chi crede di vivere nell’eterno, stabile presente è sempre pronto ad ammettere che un incidente sia possibile: le caldaie vanno revisionate di tanto in tanto apposta e vanno stanziati i fondi per aggiustarle.
E quindi quando vede la prima crepa, arriva il Tecnico che prende con calma le misure per stuccarla perbenino.
Se qualcosa non va, è sicuramente colpa del Tecnico. Ma lo si può sempre cambiare, le elezioni esistono apposta.
Se poi si scopre un’altra crepa, e poi un’altra, sono sempre incidenti. Scollegati tra di loro.
Ma nel modello della caldaia surriscaldata, tutto si collega: il mare che si svuota, le microplastiche nel sangue umano, la crescente infertilità dei campi industrializzati, il picco delle risorse fondamentali, e (sì, anche, ma non solo) il famoso CO2 – sono tutte crepe, quelle di cui ci siamo accorti finora, ne emergeranno sempre di più e più grandi.
In questo processo sono coinvolti tutti, anche la rete fungina microrrizica o i virus o gli imperi umani.
Insomma, nel modello nostro, la sterilità dei campi, l’estinzione delle specie, seguite da pandemia, guerra mondiale, carestia e collasso dei sistemi politici mondiali, non sono incidenti.
Il grandissimo visionario, Leonard Cohen aveva già previsto tutto.
Lui diceva everybody knows… Sono incerto: forse quella strana gente che vive nell’eterno, stabile presente ci crede davvero.
Everybody knows that the boat is leaking
Everybody knows the captain lied
Everybody got this broken feeling
Like their father or their dog just died
And everybody knows that the plague is coming
Everybody knows that it’s moving fast
Everybody knows that the naked man and woman
Are just a shining artifact of the past
Everybody knows the scene is dead
But there’s gonna be a meter on your bed
That will disclose
What everybody knows
And everybody knows that you’re in trouble
Everybody knows what you’ve been through
From the bloody cross on top of Calvary
To the beach of Malibu
Everybody knows it’s coming apart
Take one last look at this Sacred Heart
Before it blows
And everybody knows













































Add comment