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Sostiene Kepel

di Pierluigi Fagan

Gilles Kepel è uno dei massimi arabisti e studioso del Medio Oriente contemporaneo, specializzato nella complicata galassia salafita, francese, di orientamento di “sinistra”. In una breve intervista per Repubblica, sostiene che c’è la possibilità che dietro le quinte di ciò che vediamo ci sia un conflitto interno il potere in Iran. Secondo lui, dal 7 ottobre, si sarebbe aperta una strana sequenza di morti sospette.

Si comincia a maggio con la caduta dell’elicottero che portava l’ex presidente Ebrahim Raisi che era considerato il più papabile futuro successore della guida suprema Ali Khamenei (85 anni), di area ultraconservatrice. Raisi aveva rivendicato la giustezza dell’azione Hamas del 7 ottobre. Darlo come obiettivo degli israeliani era pur possibile ma con relativi gradi di probabilità che scendevano ulteriormente se si immagina la logistica dell’eventuale azione.

A luglio, inaspettatamente, viene eletto presidente Masoud Pezeshkian, moderato e riformista.

Per partecipare ai festeggiamenti per l’insediamento del nuovo presidente, si trovava a Teheran Ismail Haniyeh, capo politico di Hamas, che muore in un attentato. Gli israeliani rivendicano l’azione, ma il NYT scopre che non si è trattato di un missile, un drone o un attacco aereo ma di una bomba piazzata nella sua camera di un albergo in un compound militare ultra-sorvegliato.

Qualcuno ha quindi parlato di “colonne interne” iraniane che avrebbero eseguito il piano del Mossad. Ma data l’opacità che avvolge il potere iraniano, non se ne è più saputo niente.

Discorso simile per Nasrallah. Sostiene Kepel che secondo sue fonti in loco, alcuni sostengono che siano stati i Guardiani della Rivoluzione a dare le informazioni agli israeliani per localizzare il leader di Hezbollah, sfuggito per decenni dalle mire del Mossad che miracolosamente sarebbe riuscito nell’intento l’altro giorno.

Certo che se sono decenni che ti danno la caccia, di questi tempi saresti stato ancora più attento e accorto; invece, Nasrallah cade come un tordo per partecipare a una riunione a Beirut già sotto bombardamento israeliano negli uffici ufficiali dell’organizzazione. Lui e più di mezzo stato maggiore di Hezbollah.

Alla base della storia, c’è l’attentato del 7 ottobre. Ricordo che Hamas è Fratellanza musulmana, quindi salafismo ma sunnita non sciita. Aveva ottimi rapporti con Hezbollah e Iran ma non diretta dipendenza e fedeltà. Io stesso scrissi i giorni successivi che la reazione pubblica molto tiepida e francamente anche un po’ incerta di Hezbollah e il silenzio dell’Iran, oltre alla logica dell’azione, lasciavano ampi dubbi sul coinvolgimento sciita nella programmazione dell’azione. Kepel conferma che gli sciiti vennero avvertiti solo il giorno prima dell’azione da Haniyeh, quando non c’era più niente da poter fare.

Per altro, scrissi anche che era “strana” la natura dell’azione stessa per gli standard operativi di Hamas e sospetta la presenza nell’azione di Jihad islamica palestinese che tra l’altro sembrava essere la parte che più si è macchiata di azione criminale nello svolgersi dei fatti sul campo ai primi di ottobre. Quell’azione avveniva pochi giorni dopo il discorso di Netanyahu all’ONU che annunciava la quasi chiusura delle trattative per la pace tra Arabia Saudita e Israele. Ricordo che il giorno dopo l’attentato, giornali israeliani rilanciavano la dichiarazione del capo dei servizi egiziani che affermava di aver avvertito gli israeliani dell’imminenza di una azione terroristica importante partente da Gaza, ricevendone una sospettosa indifferenza.

Scrissi anche che sostenere che i servizi israeliani non sapessero proprio nulla di ciò che da mesi si stava organizzando a Gaza (tra cui la presenza di migliaia di missiloni lunghi due metri), era altresì assai improbabile.

Ci muoviamo nel delicato e nebbioso campo della ipotesi, dei servizi segreti, delle complesse trame tipiche di aggrovigliate situazioni del genere in versione ancora più aggrovigliata visto che siamo in Medio Oriente con israeliani, sauditi, iraniani, egiziani, salafiti e dietro americani, occidentali, cinesi e russi.

Altresì, va segnalato che Kepel è francese e i francesi avevano i giorni scorsi chiesto con gli americani una tregua per sospendere l’azione nel Libano. Perché proprio i francesi? Perché quando si sistemò il potere di supervisione dei pezzi dell’Impero ottomano con l’accordo Sykes-Picot (1916), il Libano cadde sotto supervisione francese che lì hanno per decenni mantenuto presenza discreta e interessi post-coloniali. Quindi i francesi sanno cose o quantomeno più di altri, quando si tratta di Libano e Beirut. O se non le sanno hanno comunque interessi a far sembrare si saperle.

Insomma, ho riportato l’opinione di Kepel perché il tipo è uno studioso ben informato e serio. Secondo lui c’è una lotta di potere in Iran tra conservatori e riformatori dietro i quali c’è la Cina e le strategie BRICS. I cinesi si sono spesi sia per far fare di fatto la pace tra iraniani e sauditi, sia per convincere i palestinesi a smetterla con gli attentati e darsi una più serie configurazione politica in vista della formazione di un loro stato. Tutta questa storia è passibile di sospetto.

Data, modo e ragioni dell’azione del 7 ottobre da parte di Hamas che è il punto che ha formalmente scatenato tutto questo casino, rimangono oscure. Mentre è molto chiara la sequenza di quello che è successo da allora a oggi.

In termini di ipotesi controfattuali, se foste stato a capo di Hamas e Hezbollah e foste venuti a sapere ai primi di ottobre dello scorso anno che Israele e Arabia Saudita (che prima si fa cooptare ufficialmente nell’allargamento dei BRICS del 2003 poi non ratifica l’adesione dilatando il processo di adesione sino a oggi, nel mentre si mette s ridiscutere con gli USA di atomiche, missili e quotazioni in dollari del greggio) stavano per fare la pace dando il via al progetto “Via del cotone”, vi sarebbe venuto in mente di fare quello che è stato fatto il 7 ottobre sapendo che Netanyahu non aspettava altro per scatenare la sua strategia di chiusura definitiva dei conti? O aveste pensato che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e anzi, ci sarebbe stato luogo e tempo per fare attentati e mettere sul campo attriti per ogni azione concreta susseguente l’idea di portare avanti quel progetto, mantenendo così il potere politico e geopolitico di interdizione?

Ipotesi, dubbi, incertezze. Personalmente, in questi anni, a parte l’11 settembre, non mi sono mai appassionato a fare contro-ipotesi e ricerche contro-informative sui fatti terroristici delle nostre recenti cronache. In questo caso però, sin dall’inizio ovvero i giorni successivi il 7 ottobre, la logica dell’azione di Hamas mi è sfuggita mentre era chiaro e prevedibile come poi Netanyahu l’avrebbe sfruttata.

Staremo a vedere quando e come nei fatti l’Iran (e Hezbollah) reagirà all’attentato di Beirut, stante che stiamo ancora aspettando la reazione alla morte di Haniyeh da fine luglio e chi decideranno di mettere al posto di Nasrallah.

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Comments

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Giorgio Stern
Friday, 04 October 2024 20:14
L'articolo poggia su una congerie di fatti, affastellati, spesso più supposti che altro, ma a farmi trasecolare sta (la parte evidenziata) di questo passaggio:
"I cinesi si sono spesi sia per far fare di fatto la pace tra iraniani e sauditi, SIA PER CONVINCERE I PALESTINESI A SMETTERLA CON GLI ATTENTATI E DARSI UNA PIU' SERIE (CREDO INTENDA "SERIA") CONFIGURAZIONE POLITICA IN VISTA DELLA FORMAZIONE DI UN LORO STATO.
Primo, i palestinesi hanno abbandonato da decenni la tattica dell'attentato.
Secondo, hanno deciso di darsi una configurazione politica non solo seria, ma nuova, investendo il partito Hama, che ha vinto nel 2006 le elezioni su tutto il territorio dove si è votato, Cisgiordania e Gaza, della responsabilità di governo. E va ricordato che non sono stati i palestinesi a mettere in galera il Governo nato da quelle elezioni e a mettere il partito Hamas nelle liste terroriste redatte da Israele, USA, Regno Unito ed "E.U.".
Terzo, e ultimo, vorrei sapere da quale osservatorio il signor Fagan vede il formarsi di uno Stato palestinese. E se davero lo vede, magari informi i palestinesi.
Ora, al di là di tutto, si dovrebbero evitare scritti in cui verosimiglianza fa il paio con ignoranza.
Grazie per l'attenzione // Giorgio Stern
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DANILO FABBRONI
Friday, 04 October 2024 14:50
BANALE DIRLO MA IN UN SITO AFFETTO DAL LOGOS MATERIALISTA NON PUO' NON SFUGGIRE L'ASSE ORIENTANTE DEGLI "ERRORI CONTRAPPOSTI" COSI' BEN DELUCIDATO DA GUENON, SOMMO PSICOPOMPO MA CON UNA ACUTEZZA DI PENSIERO IMMANE. L'ARTICOLO AGLI INCREDULI MATERIALISTI PARE ALICE IN WONDERLAND QUANDO DI CONVERSO TRACCIA A GRANDI LINEE COME IN EFFETTI DEVE ESSERE IN QUANTO ANCHE CHI è DENTRO LA TELA DEL RAGNO NON SA CHI DAVVERO è IL RAGNO E COME è DAVVERO LA TELA, LA TAC DI COSA AVVIENE QUANDO MALAVITA ORGANIZZATA, TRAFFICO DI DROGASTERIA DI ARMI DI CORPI UMANI DI ORGANI UMANI SI AVVILUPPA ALLE VARIE RAGION DI STATO IL TUTTO SOMMATO PER COMPLICARE AD ULTRA AI PROSAICI VANTAGGI DEL SINGOLO O DEI SINGOLI. STESSA FANTASMAGORIA PROIETTATA COLLA ATROCE AGONIA DI ALDO MORO. POVERINI, I MATERIALISTI SONO COME DIOGENE COLLA BATTERIA SCARICA DELLA LANTERNA E GUIASCONO A SCORGERE TANTE VACCHE NERE NELLA NOTTE NERA E LE CHIAMANO STELLE CADENTI. POVERINI, UTILI I. COME DICEVA V.I. LENIN, MA NON IMPARONO NEANCHE DA LENIN.
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Alfred
Friday, 04 October 2024 13:54
massimi arabisti e studioso del Medio Oriente contemporaneo, specializzato nella complicata galassia salafita, francese, di orientamento di “sinistra”.

Qualsiasi soggetto francese, salafita, orientato a sinistra o anche a destra o sunnita, spagnolo, orientato al centro ... bene ascoltare quello che dice (soprattutto su conflitti mediorientali molto stratificati) e subito dopo chiedersi a chi giova la narrazione.
Non e' detto che ci sia malafede, a volte dipende dalle fonti altre dai desideri recondi altre ancora da svariate convenienze.
Anche le narrazioni fanno parte di questa realta' di letture interessate e/o stravolte.
Cosa avrebbero potuto fare se il 7 ottobre o altro non lo sapremo mai, chi lo ipotizza adesso potrebbe tranquillamente averlo fatto a posteriori.
Quindi un buon esercizio sulle possibilita' del reale, ma poco altro.
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Fabio Rontini
Friday, 04 October 2024 09:54
Sembra la tipica non notizia (elementi corrotti dei servizi segreti ci saranno certo in ogni paese, figuriamoci in Iran, che è sempre stato nelle mire degli USA) diffusa per screditare il governo iraniano, dando l'impressione che sia sul punto di implodere, che i servizi israeliani siano onnipotenti, che insomma niente paura si vince facile.

Anche Putin, è stato detto a più riprese, era circondato di collaboratori in combutta col nemico, era un morto che cammina ecc.ecc.

Quanto alla tesi dell'autoattentato israeliano il 7 ottobre, è stata smontata punto per punto dal sig. Tommaselli su giubberosse.news un pò di tempo fa (https://giubberosse.news/2023/10/12/tempesta-sul-medio-oriente/).
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Aniello
Friday, 04 October 2024 11:00
Salve Rontini ovviamente ci possiamo confrontare con idee diverse ,
quello che non può essere stravolto sono i fatti accaduti e non dovrebbero essere ignorati indipendentemente da come la si pensi....
....nella logica .
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Aniello
Friday, 04 October 2024 00:06
E quando i fatti sfuggono a una logica la prima cosa che viene in mente è " recita" ma con il popolo che paga con la vita.
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