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lantidiplomatico

L'epoca dell'odio deideologizzato

di Andrea Zhok*

Nella degenerazione contemporanea dello scenario politico una delle cose che più colpisce è lo scatenarsi di atteggiamenti di ferocia, disprezzo, disumanizzazione, psichiatrizzazione, demonizzazione dell’avversario. Lo si vede in questi giorni dopo la vittoria di Trump, con un proliferare di crolli nervosi che emergono in rete e nella pubblicistica di fronte alla “vittoria del Male”, ma lo si vede continuamente in mille contesti. Lo abbiamo visto nei giorni del Covid, dove abbiamo cercato di giustificare esibizioni di malvagità, crudeltà, auspici di morte con la dinamica psicologica della paura. Lo vediamo nel modo in cui si sviluppano (o meglio NON si sviluppano) i discorsi sulle tematiche del “politicamente corretto”, dove ogni discussione aperta è impossibile e dove sensibilità isteriche pronte a scatenarsi sbranando “il Male” sono onnipresenti. Lo vediamo nella demonizzazione delle alterità politiche sul piano internazionale.

Ciò che colpisce è come questa tendenza allo scontro inconciliabile, alla repulsione senza sconti né mediazioni, avvenga proprio nell’epoca per eccellenza della “fine delle ideologie”, della “fine delle grandi narrazioni”, della “secolarizzazione”.

Per come ci sono state raccontate molte vicende storiche, siamo abituati ad associare lo scontro senza esclusione di colpi all’attrito tra identità forti, identità collettive irriducibili, visioni del mondo radicalmente alternative.

La modernità (o postmodernità) ci è invece stata spesso venduta come il luogo dove abbiamo sì sacrificato forti radicamenti, visioni ambiziose e palingenetiche, ma almeno lo abbiamo fatto nel nome della pace, della fratellanza, della pacifica convivenza in un “villaggio globale” esente da contrapposizioni radicali.

Solo che le cose appaiono alquanto diverse da quanto ci è stato fatto balenare.

Nel secondo dopoguerra abbiamo assistito alla capacità di riconoscimento reciproco, e persino alla collaborazione pragmatica, di soggetti che pochi anni prima si erano sparati addosso, di appartenenti a visioni del mondo davvero nettamente divergenti. Democristiani e comunisti erano portatori di ideologie robuste e profondamente diverse, e tuttavia riuscirono a produrre quel mirabile ed equilibrato documento che è la Costituzione. Persino gli ex fascisti vennero reintegrati, con la sola clausola che non pretendessero di riproporre tale quale la proposta politica che aveva portato il paese al disastro bellico (divieto di ricostituzione del PNF).

Oggi che ovunque in Occidente la “politica dell’alternanza” è alternanza tra varianti della stessa ideologia liberale, con una sovrapponibilità delle politiche al 90%, proprio oggi l’odio inconciliabile tra le parti, il mutuo disprezzo sembrano essere le caratteristiche dominanti.

Com’è possibile tutto ciò?

Ecco, credo che per capire questo stato di cose noi dobbiamo prima comprendere qualcosa di fondamentale intorno alla forma delle contrapposizioni umane. Una contrapposizione di carattere ideale, quali che siano le idealità a confronto, è una contrapposizione che si muove pur sempre in una sfera umanamente condivisibile, almeno di diritto: la sfera delle idee appunto. Un’idea diversa da un’altra, una ragione inconciliabile con un’altra ragione sono pur sempre idee e ragioni, e come tali sono potenzialmente condivisibili: è possibile cambiare idea, è possibile comprendere le ragioni altrui. Questo significa, banalmente, che due visioni del mondo articolate in idee e ragioni, per quanto possano essere diverse, sono comunque parte di un comune gioco umano.

Il processo di disumanizzazione avviene invece in forme diverse, essenzialmente prepolitiche, tipicamente radicate in variabili naturali. Il caso idealtipico è naturalmente il razzismo, dove qualunque cosa il “razzialmente-diverso-e-inferiore” faccia o dica diventa irrilevante, perché niente potrà cambiare la sua “inferiorità naturale”. Ma questa sfera naturale e prepolitica è, in effetti, divenuta nel discorso pubblico contemporaneo la sfera dominante. Così, non rileva se Trump e Harris avessero contenuti decenti o indecenti, seri o ridicoli, diversi o uguali; la questione seriamente discussa diventa: “Com’è possibile che le donne, o gli immigrati, o i “colored”, ecc non abbiano votato per <<uno dei loro>>?” La differenza politica in primo piano ora appartiene ad una sfera prepolitica, naturalistica, impermeabile alla ragione.

L’aver trasformato la politica in una competizione tra gruppi di interesse, lobby, e l’aver svuotato la sfera ideologica convergono nel trasformare il discorso pubblico in una sorta di “razzismo universale”. Che le differenze siano di “razza”, “genere”, “orientamento sessuale”, “etnia”, o che trascolorino in giudizi di ordine psichiatrico, epidermico, antropologico, comunque ci troviamo su di un terreno dove le ragioni non hanno più cittadinanza: resta solo la ripulsa (o l’attrazione) istintiva.

La distruzione della sfera politica, nutrita e alimentata per decenni dal “pilota automatico dell’economia”, è arrivata al capolinea, producendo una nuova forma di tribalismo naturalistico, di “razzismo universale polimorfo”, che non conosce più nessuna alternativa all’esclusione dell’altro, eventualmente al suo annichilimento. Lungi dall’essere il viatico per forme di pacifica convivenza, la distruzione delle identità politiche e delle ideologie porta con sé il germe del conflitto senza limiti.

Le premesse per un futuro di guerre civili all’interno e disposizioni genocide all’esterno sono state poste.

*Post Facebook del 9 novembre 2204

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Comments

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ndr60
Thursday, 21 November 2024 14:00
Odiare il 50% della popolazione può essere destabilizzante per la società, odiarne una minoranza (10-20%) invece la stabilizza, poiché ha un comodo capro espiatorio.
Tutto il sistema politico e quello mass-mediatico puntano a separare il dissenso in tante piccole minoranze, ognuna delle quali è innocua, se considerata singolarmente.
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Alfred
Saturday, 16 November 2024 10:34
Oggi che ovunque in Occidente la “politica dell’alternanza” è alternanza tra varianti della stessa ideologia liberale, con una sovrapponibilità delle politiche al 90%, proprio oggi l’odio inconciliabile tra le parti, il mutuo disprezzo sembrano essere le caratteristiche dominanti.

Com’è possibile tutto ciò?

Non le sorge il dubbio che quelle narrazioni e sovrapposizioni siano false, sovrapponibili al 90% e utili alla conservazione in vita e prosperita' di un 1% di straricchi?
Semplicemente si stanno riaprendo squarci di realta' e le risposte possono essere varie, da un rinnovato conflitto sociale del basso contro l'alto a un nuovo fascismo che trascina le esigenze del 99% in una nuova narrazione consolatoria ordine, disciplina, nazionalismo e non esclusa la guerra.
Lei si e' illuso che il post moderno fosse la fine della storia?
Ci stiamo svegliando. Dove si andra' chi lo sa ... o siamo aruspici o saremo dentro la storia e il suo divenire.
Che dopo la seconda guerra ci fossero solo fusa gattesche tra parti politiche ho qualche dubbio. Non ha memoria (lei che studia la storia) di botte alle manifestazioni, come nelle piazze e altri esempio di serene conversazioni politiche mentre si prende il the alle 5 tra picchiatori fascisti (chissa' chi li foraggiava.. qualche lobby, forse) e lavoratori delle fabbriche incazzati? O anche studenti dalle medie all'universita' sempre davanti alle botte di confronto e scambio amichevole con fasci sostenuti da chissa' chi.
Che storia si e' raccontato e ci racconta?
Le lobby, i gruppi di potere sono rimasti i soli a far politica?
Durera'?
Sara' sempre quel divenire storico a dircelo
Chissa' in cosa si trasformera' quel suo - tribalismo naturalistico, di “razzismo universale polimorfo”
In un nuovo fascismo?
In una nuova lotta di classe?
Non lo sappiamo, ma sappiamo che gli umani sono anche prevedibili, hanno comportamenti e interessi di base ed oltre da che sono sapiens. In poche parole, sono ripetitivi, cambiano le ere e le eta', ma molte dinamiche restano simili.
Ho la brutta sensazione che non dovremo aspettare a lungo per vedere di nuovo i conflitti esterni, interni e localizzati della storia di nuovo in azione. Questi sono i prodromi, si prepari, prepariamoci.
Saluti
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Lorenzo
Thursday, 14 November 2024 15:35
Zhok sa scrivere cose intelligenti, ma non appena si toccano i suoi manitù sinistrati precipita anche lui dalle stelle alle stalle.

Primo, l'attuale costituzione non procede da una "mirabile sinergia" fra DC e PCI ma dalle baionette anglosassoni che occupavano il Paese mentre veniva redatta e approvata. E' la costituzione di Yalta.

Secondo, i rigurgiti di odio constatati da Zhok non sono affatto una novità: accompagnano semplicemente il trapasso dalle ideologie collettivistiche che governavano le società europee tradizionali a quelle ultraindividualistiche (atomistiche) che governano quelle anglosassoni (e i loro satelliti) in piena decadenza.

L'imbecillario peggiore arriva quando Zhok apparenta il razzismo a quest'ultime. Razzismo può significare cose diversissime, dalla constatazione di eclatanti sperequazioni intellettive e attitudinali medie fra individui di razza diversa fino all'ideologia della razza come baricentro di senso, elaborata dal pensiero romantico, völkisch e nazionalsocialista. Essa rientra appieno fra le ideologie tradizionali.

Infine la 'disumanizzazione' dell'avversario è concetto rilevante solo agli occhi dei credenti nella religione dell'Umanità o 'uomo generico' (come la chiamava Mardochai-Marx).
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Alfred
Saturday, 16 November 2024 11:55
Primo, l'attuale costituzione non procede da una "mirabile sinergia" fra DC e PCI ma dalle baionette anglosassoni che occupavano il Paese mentre veniva redatta e approvata. E' la costituzione di Yalta.

Lei come fa a sapere questo?, ci illumini, puo' specificare fonti?
Grazie

E il razzismo, il razzismo e le sue cose diversissime, ci dica, ci dica: a lei in che tonalita' piace?

E le razze... ma che belle le razze di una volta che non ci sono piu'. Ma lo sa che studiando il dna si scoprono cose strane come il fatto che non esistono? Perche' queste brutte bestie umane si sono talmente incrociate tra loro nei millenji che lei puo' avere parenti stretti in pauasia che non pensava di avere. Magari puo' essere utile se vuole andare a trovarli in vacanza.
Ma sicuramente erano e sono comode le razze, lei si vede che e' un affezionato. Lei di che razza e' o si considera?

poi quella bella disumanizzazione, che fa cosi algido teutonico con monocolo e frustino.. le piace? La stuzzica?
Le e' mai venuto in mente che lei potrebbe essere nel ruolo della vittima?
O si immagina sempre e solo in quella parte che disumanizza piuttosto che in quella di chi e' disumanizzato?
la vita e' una cosa strana, un mio amico che sembrava cattivissimo, ma non lo esercitava, diceva che era per buon senso, che e' un attimo incontrare uno piu cattivo o motivato di te.
Per questo aldila' di certi propugnatori del piu forte gli umani hanno mediato. Ha presente la scelta di non promuovere la tortura perche' non serve e, all'occorrenza, potresti essere tu il torturato?
Non si sa mai, sa.
Allo stesso modo, per puro opportunismo da uomo, ahime', non super uomo (lei ne ha conosciuto di super uomini che non siano morti male o in case di riposo a pisciare nei pannoloni?) io starei attenti a relativizzare la disumanizzazione. Stia sicuro che facendolo uno piu cattivo di lei lo trova di sicuro.
E' una bella giornata, si guardi intorno, faccia due passi e sgonfi un po' di superuomini, si accorgera' che piu ne sgonfia (li immagini come palloni con il monolo che esplodono in aria) piu si rilassa.
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Franco Trondoli
Thursday, 14 November 2024 11:36
Il Prof Zhok vede in avanti..2204..!!
Tutto sommato come dargli torto..🤩
Putin, che è uno che se ne intende, vede almeno altri 20 anni di caos.
Ma il Russo, come Dostoevskij , il defunto Berlusconi,
e come molti altri di "sinistra", è ed erano, degli Esistenzialisti che credono e credevano nel "Libero Arbitrio".
Non dovremmo cadere nello stesso errore.
Auguri
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