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poliscritture

Informazione o Fumetti?

di Paolo Di Marco

 

1- Caracas

Non solo Trump ma tutti i giornali parlano del Venezuela come paese conquistato. Il rapimento di Maduro e moglie viene descritto come un atto di presa del potere degli USA.

Solo che in Venezuela la situazione è assai diversa: il governo è in funzione, la popolazione ha dimostrato per le strade contro il blitz, non solo, ma si è messo in moto il percorso progettato da Chavez: militari polizia e popolazione uniti e armati per la difesa. (Nei video si vedono giovani e donne con le armi che sfilano: v. Katie Halper show))

Può darsi che nei prossimi giorni ci sia un intervento americano massiccio (anche se viene negato dallo stesso Trump), ma per ora il potere e il petrolio sono totalmente sotto il controllo dei venezuelani.

Il che stride con quanto tutta l’informazione ci vuol far credere o dare per scontato. Ci propongono in 3D un mondo parallelo costruito come i loro desideri, anche se (almeno per ora) irreale.

 

2- Kiev

Questo scenario ricorda l’inizio della guerra in Ucraina, dove giornali e televisioni raccontavano una storia che corrispondeva solo in minima parte con quello che succedeva sul terreno (ed è anche grazie a queste differenze plateali che a molti sono venuti i primi dubbi…)

 

3- Gaza

Non è un caso che dopo i palestinesi i bersagli più colpiti siano stati i giornalisti, che ancora adesso, dopo la finta tregua, non possono entrare. Ma i racconti che ci arrivano dai canali ufficiali -TV e giornali (incluse le agenzie che danno l’ossatura delle notizie internazionali alla gran parte dei giornali, ormai senza inviati)- sono sempre frutto di costruzioni illusorie, fumetti ad uso dell’imbonimento.

 

4- USA

Si è celebrata ieri la morte definitiva dell’informazione indipendente negli USA:

dopo l’acquisto del Washington Post (quello del Watergate) da parte di Bezos , con l’immediata dimissione dei redattori indipendenti, anche il New York Times, già da mesi in stato comatoso, incapace (?) di trovare una linea e di mantenere il vecchio standard di servizi, ora ha fatto l’inchino finale, con 4 redattori (di secondo piano) che sono andati da Trump per un intero pomeriggio a fargli barba e capelli; ovvero a intervistarlo dolcemente su tanti argomenti, senza vere domande ma con con molti ossequi, e traducendo il tutto in tanti insulsi articolini che per una settimana occuperanno le pagine facendo propaganda al bricconcello. Qualcuno potrebbe pensare che sia merito della proprietà (ebraica) del giornale, ma un ritorno ai vecchi compromessi col fascismo mi sembra esagerato.

 

5- Topolino o Batman?

Qualcuno potrebbe pensare che sia meglio l’imbonimento del mitra. Il guaio è che il primo è sì indolore ma senza difesa, mentre i partigiani ci hanno insegnato che qualcosa anche contro i mitra si può fare.

Per rimediare alla sparizione delle fonti attendibili di informazione tradizionali molti si sono buttati su YouTube, dove in effetti molte informazioni si trovano, da Sachs a Mearsheimer a Krugman alla Halper prima citata. Il guaio è che insieme a loro -e a volte sovrapposti- vi sono molti canali fasulli e generati dalla AI. E uno se non sta attento casca dalla padella nella brace. Il presidente più amato dagli USamericani è stato Ronald Reagan, mediocre ex attore e mediocre politico; ma ogni settimana si presentava agli elettori/spettatori seduto accanto al fuoco raccontando le sue favole; e così era diventato personaggio simbolico, occupando nell’inconscio usamericano un ruolo fisso a fianco di paperino.

 

6-AI

Come dicevo già tempo fa su queste pagine (AI, equivoci e minacce) l’informazione sull’AI che si trova ormai dappertutto, non solo sul Bollettino Parrocchiale Unificato che sono i giornali, ma anche nei blog o notiziari indipendenti, prende per buone le dichiarazioni dei propagandisti più scatenati (indovinate chi…i produttori stessi) e pensa che sia proprio Intelligenza, laddove è solo imitazione (v anche al proposito il canale dell’Università di Oxford con Johnatan Bi che ribadisce quanto dicevo). E così, spostando l’attenzione dalle contraddizioni sociali e di classe a quelle fra livelli tecnologici costruisce un ulteriore tassello di un mondo che vogliono rendere indistinguibile dai fumetti.

 

7-Impero USA

Il gioco del fumetto lavora alla grande coll’Impero, stavolta non solo nella corrente ufficiale ma nei gorghi e nelle lanche in cui si è rintanato il pensiero critico. E costruisce mondi immaginari dove, non potendolo fare la classe operaia, l’impero USA si suicida da solo travolto da 30 migliaia di miliardi di debiti, o crolla per debolezza intrinseca -vuoi morale vuoi conflittuale (??!), o viene inghiottito dai Brics. Ma anche qui echeggiandosi l’un l’altro senza dati né analisi e prendendo per buoni scenari costruiti su piccolissimi indizi. Purtroppo la forma spettacolare che ormai è diventata la norma sul Tubo (e che spesso fa sospettare la presenza di bocche artificiali) fa sì che anche i più autorevoli degli autori vengano drammatizzati nel linguaggio a scapito della limpidezza del ragionamento. E questo dovrebbe far riflettere i più entusiasti catastrofisti invitandoli a tornare a quel certosino ma inevitabile compito che è la lettura degli articoli scientifici (e relativi dati) che di questi discorsi stanno alla base. Ma non dimentichiamoci d’altra parte che Thiel e Karp di Palantir (la più micidiale delle organizzazioni di informazione militare USA) sono convinti di essere l’incarnazione di Batman, e che il mondo sia una variante di quel gigantesco fumetto che è Il Signore degli Anelli. Ma su questo ritorneremo presto.(v.anche Le armi segrete dell’impero, e la sua nemesi)

 

8- Il nemico alle porte

In tutta Europa e negli USA c’è un nemico mortale che è l’oggetto della massima propaganda e del massimo odio: lo straniero, l’immigrato. Anche in paesi dove l’immigrazione indolore è stata la norma per decenni come i paesi del Nord Europa (Germania compresa) o dove addirittura l’immigrazione è stata la colonna portantedella costruzione del paese e della sua trasformazione culturale e tecnologica come gli Stati Uniti. È arma tradizionale durante le crisi per distogliere l’attenzione, come ricordavo (La realtà nasce dalla mente ) citando il paradosso della percezione della delinquenza: nel proprio vicinato è a livello 2, nel resto del paese a livello 8; per ogni distretto.E questa differenza è dovuta alla differenza di informazione: diretta la prima, mediata dai canali ufficiali la seconda. Se a molti può venire in mente il paragone con la crisi del 3° secolo, dove c’erano i barbari alle porte (ma anche qui con molte sfumature da aggiungere..) e nel giro di 50 anni tutte le città si circondarono di mura -fatto non solo materiale ma simbolico-simili sono anche quelli che se ne fanno interpreti: allora i cristiani, oggi gli evangelici; e molte dinamiche di questo secolo trovano la loro base nell’unione tra evangelici e fascisti. Anche se la forma in cui si presentano ha sempre le sole 2 Dimensioni del fumetto. (Compresi i milioni di adolescenti addestrati fin dalla culla ai giochi sparatutto).

 

9- Gli imperscrutabili

La traiettoria di Le Monde Diplomatique è esemplare: da giornale di riferimento, ricco di informazioni, è passato ad essere bollettino della ritirata dell’Armata Rossa. Come d’altronde molti personaggi di vario colore che appaiono sul Tubo. Il problema è analogo a quello del paradosso della percezione: se guardi solo la tua parte, o i i tuoi dintorni, o anche tutto il mondo ma sempre con le stesse premesse, con gli stessi occhiali, poi racconti favole, non storie vere. La visione richiede sollevarsi un po’ sopra, di lato, vedere le ombre, dichiarare le proprie premesse. Nei fumetti non ce n’è bisogno: gli eroi e i cattivi lo sono per definizione o destino, sono sempre imperscrutabili, a sé e agli altri.

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