Fai una donazione

Questo sito è autofinanziato. L'aumento dei costi ci costringe a chiedere un piccolo aiuto ai lettori. CHI NON HA O NON VUOLE USARE UNA CARTA DI CREDITO può comunque cliccare su "donate" e nella pagina successiva è presente (in alto) l'IBAN per un bonifico diretto________________________________

Amount
Print Friendly, PDF & Email

lavoroesalute

Sulla Palestina la repressione infinita

Alba Vastano intervista Bassam Saleh, giornalista palestinese

Bassam Saleh2.pngDa più di due anni il Consiglio di sicurezza è paralizzato dal veto americano. l’Italia del governo Meloni è subordinata alla politica di Trump, inoltre è il terzo paese a fornire armi e munizioni a uno Stato che commette genocidio. È un rapporto tra le destre basato su una posizione acritica verso Israele da parte del governo Meloni. Non solo, si afferma anche che Israele ha il diritto alla difesa, anche se occupa una terra che non gli appartiene e pratica un regime di apartheid e genocidio contro il popolo palestinese”(Bassam Saleh)

La supremazia imperialista occidentale è sempre alla ricerca di maggior profitto e dominio geopolitico ed economico. Alla ricerca di fonti energetiche: petrolio, gas, terre rare e materie prime che servono all’alta tecnologia. Ed hanno utilizzato ogni pretesto per invadere o bombardare, motivando il loro operato per portare la democrazia! Già lo abbiamo visto in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, Gaza e i suoi enormi giacimenti di gas. Per essere aggiornati su quanto ho citato sopra è sufficiente seguire gli ultimi fatti relativi all’aggressione Usa contro la Repubblica bolivariana di Venezuela’.

Lo dichiara Bassam Saleh, giornalista palestinese free lance, cofondatore di associazioni e comitati di solidarietà con il popolo palestinese. Alla luce dei fatti attualissimi, in riferimento al rapimento del Presidente venezuelano Maduro da parte delle forze imperialiste di Trump, è possibile affermare che sono saltati tutti i principi del diritto internazionale, così come sta accadendo da decenni nella martoriata Palestina, per mano del criminale israeliano, supportato dagli Usa, nonché dal governo italiano.

Bassam, nell’intervista che segue, denuncia l’indifferenza dei governi occidentali e la loro complicità nel genocidio in Palestina. Genocidio ancora in atto, nonostante il subdolo accordo di pace.

* * * *

Alba Vastano: Ad un mese dell’annuncio del ‘cessate il fuoco’ le autorità israeliane continuano a perpetrare il genocidio sulla popolazione palestinese. Odio verso Hamas, odio verso la cultura e la religione, odio di razza. Quali i motivi storici, in sintesi, di questa repressione infinita?

Bassam Saleh: è un falso cessate il fuoco, un inganno infinito alla comunità internazionale. Come, giustamente, dici tu, l’entità sionista continua la sua aggressione genocidaria contro la popolazione palestinese. Non è una questione di odio verso Hamas, né verso una cultura, religione o razza. Secondo me dietro c’è l’ideologia sionista che non riconosce i diritti di nessuno. Per i sionisti i Palestinesi non esistono e non dovrebbero esistere, sono animali parlanti, secondo il ministro per la sicurezza israeliano il fascista Ben Ghafir, quindi vanno eliminati. Ma c’è qualcosa di più che sta dietro al sionismo, è la storia del vecchio colonialismo di insediamento europeo nelle Americhe e lo sterminio dei nativi.

Un lungo percorso di 500 anni che non si è mai fermato, dal genocidio armeno all’Olocausto. E ora il genocidio a Gaza. La supremazia imperialista occidentale è sempre alla ricerca di maggior profitto e dominio geopolitico ed economico. Alla ricerca di fonti energetiche: petrolio, gas, terre rare e materie prime che servono all’alta tecnologia. Ed hanno utilizzato ogni pretesto per invadere o bombardare, motivando il loro operato per portare la democrazia! Già lo abbiamo visto in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, Gaza e i suoi enormi giacimenti di gas. Per essere aggiornati su quanto ho citato sopra è sufficiente seguire gli ultimi fatti relativi all’aggressione Usa contro la Repubblica bolivariana di Venezuela

A Gaza si scontrano interessi di varie potenze regionali e globali per il controllo e il dominio di questa martoriata regione. L’entità sionista sostenuta e appoggiata da Usa e dalla maggioranza dei governi UE continua il suo genocidio a Gaza e l’annessione della Cisgiordania. Questa complicità, di certo, non metterà fine al genocidio in atto.

 

A.V.: Già nel dicembre 2024 Amnesty International, dopo una laboriosa ricerca giuridica, dichiara e afferma che ‘Israele stava commettendo tre atti vietati dalla convenzione sul genocidio: uccisioni, lesioni gravi su integrità fisica e mentale e inflizione deliberata di condizioni di vita sulla popolazione palestinese per sterminarla’. Perché, nonostante queste inconfutabili verità anche l’Italia, come gli Usa, continua a sostenere la causa di Israele, inviando armi, nonostante la Corte penale internazionale ha condannato Israele e tutta la società civile è contro?

B.S.: Da molto tempo si afferma che il diritto internazionale, l’Onu e le sue organizzazioni internazionali vengono calpestati e violati, in particolare, per quanto riguarda la Palestina, da Usa e Israele. Da più di due anni il Consiglio di sicurezza è paralizzato dal veto americano. l’Italia del governo Meloni è subordinata alla politica di Trump, inoltre è il terzo paese a fornire armi e munizioni a uno Stato che commette genocidio. È un rapporto tra le destre basato su una posizione acritica verso Israele da parte del governo Meloni. Non solo, si afferma anche che Israele ha il diritto alla difesa, anche se occupa una terra che non gli appartiene e pratica un regime di apartheid e genocidio contro il popolo palestinese. Purtroppo gli interessi economici e finanziari e la lobby sionista condizionano la politica estera italiana e posso aggiungere anche che in Parlamento manca una vera opposizione di sinistra che rappresenta la rivendicazione popolare che abbiamo visto manifestare sia per la Palestina che per i diritti dei cittadini.

 

A.V.: In questi ultimi giorni, ultime ore, Israele sta minacciando MSF (Medici senza frontiere) e altre ONG impedendo gli interventi umanitari a Gaza. È violazione totale del diritto internazionale umanitario. Già 15 sanitari di Msf sono stati barbaramente uccisi. Siamo oltre la criminalità. E c’è chi ancora sostiene la reazione genocidaria di Israele motivandola come risposta al terrorismo di Hamas. Come si potrà fermare questa spirale di odio se i governi ne sono complici?

B.S.: Il governo di estrema destra israeliano ha già consegnato a ben 37 organizzazioni non governative l’ordine di smantellare entro fine gennaio. È un atto criminale che aggrava la brutale condizione dei Palestinesi, non solo di Gaza ma anche della Cisgiordania. Nel silenzio dei governi cosiddetti democratici, a parte i timidi cenni di protesta. Di certo con questi governi complici non si ferma il genocidio, ma si dovrebbe lavorare dal basso, con il BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), azione civile e non violenta, un lungo processo ma alla fine si avrà il risultato auspicato, come è accaduto in Sud Africa durante il regime di apartheid. E continuare le proteste e le denunce ai tribunali nazionali ed europei contro chi si è macchiato del reato di genocidio.

 

A.V.: Alcune osservazioni su aspetti controversi per la causa palestinese si riferiscono alla partecipazione di Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità nazionale palestinese, ad Atreju, iniziativa del partito Fratelli d’Italia . “ E’ una scelta che potrebbe essere descritta come faziosa a favore di un partito che si è schierato fermamente con i nemici del popolo palestinese…’ (ndr, da un tuo recente articolo). Per queste tue dichiarazioni hai avuto delle contestazioni da alcuni fratelli palestinesi. Come puoi spiegare la diversità di posizione politica anche tra fratelli palestinesi?

B.S.: Per la verità dai miei fratelli palestinesi sia in Italia che in Europa o in Palestina, ho avuto poche contestazioni. Solo alcune critiche, specialmente da chi non conosce la situazione politica in Italia e come è stato creato il grande movimento di solidarietà con la causa palestinese e i diritti del popolo palestinese. Penso di aver espresso pubblicamente la mia opinione nell’interesse palestinese. Cioè che la presenza del presidente Abu Mazen (Mahmoud Abbas) all’iniziativa del partito FDI, non era opportuna, perché poteva dare credito non meritato al partito di un governo che non si è pronunciato contro il genocidio e ha continuato a sostenere lo stato aggressore in tutte le forme: militari, economiche e diplomatiche. Avevo avvertito di questo possibile risvolto, infatti ciò è avvenuto durante la visita. La Meloni ha strumentalizzato la partecipazione del presidente dell’ANP contro il movimento di solidarietà e contro i partiti d’opposizione parlamentare. Gli eventi hanno dato ragione alla mia analisi.

La diversità fra noi Palestinesi è una ricchezza, siamo parte di popolo che viviamo fuori dalla Palestina, apparteniamo a diversi partiti e organizzazioni, come succede in qualsiasi Paese. Abbiamo una divisione politica, forse ce l’hanno insegnato gli Italiani, ma in fondo siamo tutti Palestinesi e lavoriamo per la liberazione del nostro popolo e la nostra terra. Cambia il metodo, ma l’obiettivo è la nostra Palestina.

 

AV.: Accettare l’invito del partito politico di Meloni – un partito distinto da quello del governo – è un insulto alle centinaia di migliaia di persone che negli ultimi anni sono scese in piazza a sostegno della Palestina. Questi individui si confrontano quotidianamente con il governo e le sue posizioni di destra filosioniste, impegnandosi a confutare la narrazione sionista dominante in Italia…” (ndr, tua citazione in un tuo recente articolo). I mainstream utilizzano queste controversie interne alle organizzazioni palestinesi per favorire il divide et impera voluto dai governi filo israeliani. Cosa ne pensi?

B.S.: Esatto. Noi Palestinesi affrontiamo un sistema capillare di mainstream, che rappresenta la macchina da guerra del sionismo, una battaglia per affermare la narrazione palestinese di essere un popolo cacciato con la forza dalla sua terra e sta lottando per il ritorno e il diritto all’autodeterminazione. Per questo l’unità del popolo palestinese è un pilastro essenziale per la nostra lotta e penso che il nostro popolo sia unito e dia un grande esempio a tutte le organizzazioni per trovare l’unità nel quadro dell’Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) come unico legittimo rappresentante del popolo palestinese. Certo che l’Olp deve essere riattivato e riformato in modo che permetta di contenere tutti dentro.

 

A.V.: Cronaca: In queste ultime ore l’aereo di Netanyahu ha sorvolato tutto il cielo italiano. Si può affermare che il governo Meloni protegga l’impunità di un criminale condannato dalla Corte penale internazionale ed è complice del genocidio che, dopo il fittizio accordo di pace, sta continuando su Gaza?

B.S.: La Corte Penale internazionale ha emanato un ordine di cattura nei confronti di Netanyahu, ed è un obbligo per tutti gli Stati che riconoscono la Corte di eseguire questo ordine. Il governo Meloni ha chiuso due occhi e ha lasciato Netanyahu, ricercato, sorvolare il cielo italiano, in totale complicità sì, perché gli ha dato protezione e immunità. Ma c’è di più, il governo Meloni si è ben guardato dall’indagare su quei cittadini italiani con doppio passaporto italiano e israeliano che avrebbero partecipato come militari al genocidio dei Palestinesi, nonostante le interrogazioni parlamentari. Né si è preoccupato di intervenire a proposito delle vacanze italiane di militari israeliani, segnalate sui media in diverse occasioni, con tanto di protezione della polizia italiana. Il dato più evidente è che il genocidio dei Palestinesi viene derubricato nel diritto di Israele a difendersi, mentre la Resistenza del popolo palestinese è, indiscutibilmente, definita terrorismo.

 

A.V.: Anche per ciò che hai sopra dichiarato appare assai pretestuosa la notizia dell’arresto di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia. La motivazione sembra finalizzata soprattutto a smantellare l’indignazione planetaria, o quasi, verso Israele. Occorreva una notizia che potesse svuotare la solidarietà verso la Palestina. Ѐ così? Precisamente di cosa è accusato Hannoun e come si azzerano le accuse ?

B.S.: Il 27 dicembre, le forze di sicurezza italiane hanno arrestato sette cittadini in possesso di passaporto giordano, eseguendo un mandato emesso dalla Procura della Repubblica di Genova. Il mandato includeva ordini di custodia cautelare per gli imputati. Gli indagati sono accusati di aver finanziato direttamente o indirettamente Hamas con sette milioni di euro raccolti come donazioni per le persone colpite nella Striscia di Gaza.

La notizia è stata deliberatamente diffusa ed è diventata la notizia principale su tutti i media: televisione, radio e carta stampata. Ciò ha suscitato preoccupazione tra l’opinione pubblica italiana, in particolare tra coloro che sono solidali con il popolo palestinese. Gli imputati sono personaggi noti, che non operano in segreto; hanno rilasciato interviste a numerosi media italiani e partecipano a manifestazioni e cortei e dibattiti sulla Palestina e suoi legittimi diritti del suo popolo.

Una feroce campagna mediatica ha preso di mira indiscriminatamente organizzazioni e istituzioni palestinesi in Italia, prendendo di mira comunità, gruppi e organizzazioni benefiche. dipingendoli allo stesso tempo come sostenitori del “terrorismo”.

La verità non può essere nascosta. La Repubblica, un quotidiano non noto per il suo sostegno alla causa palestinese, ha pubblicato un articolo in cui si afferma: “Nel decreto di 300 pagine che autorizza l’arresto di nove persone con l’accusa di finanziamento dei terroristi di Hamas, 98 prove sono elencate sotto la sigla ‘Avi’”. In realtà, dietro queste tre lettere si cela un unico individuo. Il “signor Avi” è l’agente sotto copertura che ha compilato il dossier che costituisce la base dell’inchiesta della Procura di Genova sull’associazione benefica ABSPP per la solidarietà con il popolo palestinese, guidata da Mohammed Hannoun, 63 anni, architetto, in carcere dal 27 dicembre. Il giornale prosegue fornendo ulteriori informazioni: “Tra gli atti dell’inchiesta figura una nota datata 1° aprile 2025, in cui la funzionaria di polizia israeliana Aya Kamosevic conferma di conoscere Avi, i cui dati personali devono rimanere anonimi, e che è a capo del Dipartimento di Ricerca e Valutazione dell’Ufficio Nazionale Israeliano per la Lotta al Finanziamento del Terrorismo”. Segue la descrizione del supporto informatico consegnato, che è una copia originale e fedele dei “materiali originali del campo di battaglia… condivisi con le autorità italiane come informazioni automatiche”. Inoltre, “non sono state apportate modifiche, fatta eccezione per la redazione di alcune parti la cui divulgazione potrebbe danneggiare lo Stato di Israele”.

Chiaro che non voglio entrare nei dettagli dell’indagine giudiziaria, ma è chiara la collaborazione e la sottomissione del Governo agli ordini impartiti da un apparato di sicurezza israeliano. L’ordine di arresto è basato su documentazione prodotto da uno Stato occupante contro cittadini arabo palestinesi residenti regolarmente in Italia e vengono accettate in modo acritico. Certo che la campagna mediatica ha voluto colpire tutto il movimento di solidarietà con la Palestina e qui vorrei precisare che la solidarietà è stata sempre con la Palestina e non con una organizzazione, solidarietà politica con e in difesa del diritto internazionale, che sancisce anche il diritto alla resistenza contro l’occupazione, come il diritto all’autodeterminazione dei popoli.

 

A.V.: A tuo parere come stanno agendo le forze di sinistra parlamentari in opposizione al governo Meloni in riferimento al sostegno della causa palestinese? Stanno dimostrando totale solidarietà o si rivelano ambigue?

B.S.: Abbiamo aspettato tanto una presa di posizione chiara e netta dai partiti di opposizione parlamentare ed è vero che è arrivata molto in ritardo ed è durata poco, per alcuni. Appena Trump ha pronunciato il suo piano per il ‘cessate il fuoco’, se ne sono lavati le mani parlando di pace avvenuta in Gaza. C’è una ambiguità purtroppo e due pesi e due misure, anche nei partiti di “Sinistra”. E con rammarico lo dico: c’è anche una corrente sionista, che lavora dentro certi partiti ad alto livello ed hanno influenti parlamentari, sia nazionali che europei, che hanno una associazione “Sinistra per Israele”. Certi hanno pensato di cavalcare la solidarietà per un calcolo elettorale e per fortuna gli eventi le hanno smentiti. Sono caduti velocemente dal carro alla stessa velocità con cui sono saliti. Quello che vogliono i Palestinesi è una convinta solidarietà politica, basata sul rispetto dei diritti del popolo palestinese e delle sue aspirazioni alla libertà e alla pace giusta.

 

A.V.: Un ultimo pensiero va a Marwan Bargouthi, ad oggi ancora prigioniero nelle carceri israeliane, a cui abbiamo ultimamente dedicato un’iniziativa Anpi nel terzo municipio di Roma per sostenere l’appello per la sua liberazione, appello diffuso dal Manifesto. Pensi che la sollevazione di milioni di persone nel mondo per ottenere la libertà di questo importante fratello palestinese possa avere un riscontro favorevole alla lunga o non ci sarà mai una svolta per la sua libertà?E la sua libertà cosa potrebbe rappresentare per il riconoscimento dello Stato della Palestina?

B.S.: Marwan Barghouthi è un leader palestinese, membro del comitato centrale di Fatah. Fu il primo parlamentare eletto nel 1996 e arrestato nel 2002. Protagonista della prima Intifada (l’Intifada delle pietre) e della seconda. L’occupazione lo ha condannato a cinque ergastoli. Un leader carismatico amato da tutti, un leader unitario, anche all’estero è molto stimato e tanti lo chiamano il Mandela palestinese. Ci sono da anni campagne internazionali per la sua liberazione ed è stato inserito nell’elenco per lo scambio di prigionieri, ma i governi dell’occupazione hanno sempre rifiutato il suo rilascio. Il nostro auspicio è che la campagna per la sua liberazione diventi più forte con una pressione politica su Israele, legando il riconoscimento dello stato di Palestina alla sua liberazione, insieme alla campagna di boicottaggio BDS che dovrebbe accompagnare il riconoscimento.

La questione dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane è una priorità nella lotta palestinese, perché vivono in condizioni di disumanità totale. Per non parlare delle torture che subiscono ogni giorno. Va ricordato che ci sono 9.500 Palestinesi nelle carceri israeliane, di cui 350 bambini sotto i 18 anni e 49 donne, di cui due ragazze minorenni. Quando chiediamo la libertà per Marwan intendiamo la libertà di tutte e tutti i prigionieri compresi i leader Ahmad Saadat e Abdallah Barghouthi condannato a 67 ergastoli.


Fonti:https://www.lacittafutura.it/archivio/author/1013-bassam-saleh.html%20%20%20%0d%0d%0d%0d%0b%0d">
https://www.lacittafutura.it/archivio/author/1013-bassam-saleh.html%20%20%20%0d%0d%0d%0d%0b%0d">Bassam Saleh: Vita, terra e libertà per la Palestina

https://www.lacittafutura.it/archivio/author/1013-bassam-saleh.html%20%20%20%0d%0d%0d%0d%0b%0d">https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.nuovaresistenza.org%2F2025%2F12%2Fsiamo-rimasti-imbarazzati-dalla-partecipazione-del-presidente-mahmoud-abbas-a-una-celebrazione-del-partito-fascista-fratelli-ditalia%2F%3Fhttps://www.lacittafutura.it/archivio/author/1013-bassam-saleh.html

Versione interattiva https://www.blog-lavoroesalute.org/lavoro-e-salute-gennaio-2026/

Archivio https://www.lavoroesalute.org/https://www.lacittafutura.it/archivio/author/1013-bassam-saleh.html%20%20%20%0d%0d%0d%0d%0b%0d">

Pin It

Add comment

Submit